Il gatto e la volpe



Quando sabato 16 novembre tutti i media fremevono per sapere cosa sarebbe accaduto al consiglio nazionale farsa, del PdL, con i primi slogan di invettive false, tra coloro che restavano nel partito rifondato da silvio e gli scissionisti di alfano (sembra una nuova guerra di camorra), tra i falchi (i primi) e le colombe (i secondi), quando lo strappo si è consumato e ci sono state le dichiarazioni dei due capibastone, mentre i fidi scudieri, le vestali e i servi di entrambi si strappavano le vesti per la disperazione, mentre tutti i quaquaracquà che li votano sbraitavano per il nefando evento che si era appena verificato, io meditavo e riflettevo, non volevo credere a ciò che era avvenuto e pensavo che la fregatura era sottaciuta e nascosta, ma non riuscivo ad individuarla, ne tanto meno mi sembrava facile arrivarci, eppure ne ero certo che ci sarebbe stata!
Domenica 17 sono corso all’edicola, volevo leggere cosa aveva scritto Travaglio, e lì, mi si sono meglio palesati i trucchi e gli imbrogli del Gatto e la Volpe,
il gatto e la volpe
già dal titolo del “Il Fatto Quotidiano”: “Al Governo e all’opposizione, B. e il gioco delle trecarte”. Ecco svelato l’arcano, ancora una volta il mago aveva imbrogliato tutti, ma non volevo ancora crederci, pensavo che i soliti giornalisti del Fatto potevano aver inventato la tesi dell’imbroglio berluscalfano, questo sino ad oggi quando on line ho letto l’articolo di Di Renzo Modiano su “Affari.it” il quale titola: “Nuovo Centrodestra, la mossa geniale di Silvio”
e poi scrive: Ripresomi dal trauma, riesaminando con freddezza i fatti, mi sono convinto che la scissione del PDL è una mossa astuta – ennesima e geniale – concepita da Berlusconi per superare un empasse. Mossa portata avanti con freddezza e allestita con la sua inimitabile arte della messa in scena, fatta di lacrime e di veemenza virile ai momenti giusti. Se così non fosse, B. si sarebbe fatto prendere dai nervi…. E dopo aver avuto tre mesi per riflettere: inverosimile. Prova di quanto asserito. Le cose stanno così. Un PDL con il leader in Fuori Gioco e una pletora di colonnelli che si sbranano tra loro per assicurarsi i brandelli del Potere residuo, non avrebbe ancora molta strada avanti a se. Certo, il suo Partito non sparirebbe, perché gli evasori fiscali, i corrotti e corruttori, i residenti nel milione circa di edifici sconosciuti al catasto del nostro Paese, gli impicciati con la Giustizia e gli anziani che ancora temono il Comunismo, insomma la pletora di costoro voterà sempre Berlusconi perché Lui rappresenta la garanzia che nessuno li toccherà: “Meno male che Silvio c’è”. Questo è vero, ma con Silvio “in galera” e i suoi colonnelli che si sbranano tra loro quanti continuerebbero a concedere fiducia al PDL? Certo non più quelli che avevano creduto al sogno che B. intendesse fare la Rivoluzione Liberale che in venti anni non ha neppure tentato di compiere.
…poi continua: Perché non si è scagliato, come ha sempre fatto in passato con chi lo ha “tradito”? Perché nemmeno lui può scatenare fiumi di veleno e di odio con chi presto dovrà riappacificarsi. Il padre del figliol prodigo non aveva maledetto il figlio. Come avrebbe potuto riaccoglierlo in casa altrimenti? Questa volta ha dovuto essere trasparente: con Alfano ha concordato una sua libera uscita, solo fintamente polemica. Solo quel tanto da far apparire il delfino responsabile verso la Patria fino a osar dissentire dal suo mentore, ma senza rinnegarlo e riconoscendogli tutti gli splendidi meriti che gli ha sempre riconosciuto.. anche nei momenti più inverosimili e imbarazzanti. E ai falchi ha messo un lasso guinzaglio: “Inveite per far credere che un distacco vero ci sia stato, ma non esagerate, se no come potremo apparentarci di nuovo quando andremo a votar?. Allegro, ma non troppo, andante, piano.” Così B. trarrà tutti i vantaggi dalla messa in scena: presta al Nuovo Centrodestra gli elettori disorientati dalla sua forzata uscita di scena; raccoglie più voti di quelli che aveva il PDL perché la storia elettorale italiana mostra che due partiti divisi ottengono più voti di quello solo che li conteneva. Raccoglie, tramite Alfano, il premio per aver mostrato senso di responsabilità verso il Paese. Porta a casa gli obbiettivi cari al suo elettorato che Letta dovrà far conseguire ad Alfano per evitare che sia distrutto dai lealisti Berlusconiani.
… e poi conclude: Applausi, insomma, per il suo centravanti prestato al Governo e fischi da tutte le parti, invece, per Letta e gli altri ministri per i provvedimenti dolorosi che il Governo dovrà prendere. Per esempio, per la pesante relazione da mantenere con Bruxelles, mentre B. potrà bearsi del suo antigermanesimo che oggi dilaga in tutta Europa, a torto o a ragione. Insomma, con questo “Arrocco” B. si avvia a superare brillantemente la crisi più drammatica della sua vita politica, stando al Governo e all’opposizione. E il Caos regnante tra i suoi concorrenti lo agevolerà ancora. Insomma, ha buon motivo B. di temere solo la Magistratura. Privo dell’immunità parlamentare, una valanga di richieste di arresto gli sta per piombare addosso e allora, persino in Italia potrebbe diventare difficile continuare a fare politica efficacemente, anche disponendo del suo nocciolo duro di elettori e di quelli raccolti per interposta persona.
Staremo a vedere.
(http://www.affaritaliani.it/politica/fi-l-ennesima-mossa-geniale-di-silvio181113.html?refresh_ce)

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