111 morti!


carretta del ,mare
Questo il risultato provvisorio nel recupero delle vittime di somali, eritrei, etiopi e ghanesi, tra cui 47 donne e quattro bambini, nell’ennesima tragedia del mare, a Lampedusa appena due giorni fa, 3 ottobre 2013. Le ricerche continuano, solo 155 sono stati tratti in salvo, i rimanenti del carico umano, circa 450 persone, si teme siano ancora in fondo al mare. Oggi il lutto nazionale!
A queste immagini siamo abituati, le coste italiane sono l’approdo di migliaia di Esseri Umani, uomini, donne e bambini che vengono da varie nazioni dell’Africa, del Medioriente o anche da altri Paesi Europei.
Da un po’ di tempo ci stiamo anche abituando a leggere o peggio ad assistere alla morte di tanti migranti che attraversano il Mediterraneo per raggiungere l’Italia e quindi l’Europa.
Abituarsi a queste immagini, notizie e accadimenti significa che stiamo diventando insensibili, viviamo la morte degli altri come un fatto ineludibile al quale non possiamo porre alcun rimedio, salvo poi accorgersi, che i rimedi ci sarebbero potuti essere se qualcuno avesse lanciato un grido di allarme.
Questa volta il grido di allarme l’ha lanciato Papa Francesco: VERGOGNA! Egli ha detto, rivolgendosi a alle comunità di cristiani. E poi ha spiegato…
Ma c’era veramente bisogno che il Papa ci richiamasse a porre la nostra attenzione e a fare qualcosa affinchè queste tragedie possano in futuro non ripetersi?
Sì, ce n’era bisogno! E cosa possiamo fare?
Tanto, se già considerassimo queste persone come nostri fratelli e sorelle, poi possiamo fare tanto singolarmente, con atti di solidarietà personali e tantissimo come Comunità, Società Civile, Popolo Civile, Nazione Italia, promulgando leggi adeguate e stringendo accordi internazionali e firmando trattatti affinchè i popoli più bisognosi possano essere accolti senza ulteriori rischi ed essere aiutati anche presso i loro stessi paesi d’origine. Quasi la totalità dei migranti sono costretti a fuggire con mezzi inidonei ed improvvisati, divenendo vittime di criminali che approfittandosi dell’estrema povertà di queste famiglie, li costringono a pagare ingenti somme per raggiungere paesi vicini come l’Italia. Questi criminali per realizzare profitti illeciti diventano così trafficanti di morte, perchè illudono questi migranti facendogli credere che i loro mezzi sono idonei ad attraversare il mare che li separa dalle coste italiane, mentre invece quando sono al largo queste “carrette del mare” spesso cedono affondando, oppure li abbandonano al loro destino a qualche miglio dalla costa, sperando nei soccorsi di altre imbarcazioni, a volte anche gettandoli in mare, per poi tornare immediatamente da dove sono partiti e non rischiare di essere così arrestati dalle autorità militari italiane, così facendo la maggior parte di queste persone muoiono annegate perchè non sanno nuotare o non hanno la forza di raggiungre terra in quanto esausti per la fame e la sete patita durante i giorni trascorsi in viaggio.
Per prima cosa quindi bisogna combattere con ogni mezzo questa criminalità, dopodichè la Comunità Internazionale deve intervenire affinchè cessino i conflitti nelle aree di crisi, costringendo i Governi con la forza, se necessario, a porre fine alle discriminazioni ed alle lotte interne, per sancire il rispetto dei Diritti dell’uomo e per la Libertà dei popoli. Infine combattere e sconfiggere i sistemi di sfruttamento delle risorse, in quei paesi ove le Nazioni industrializzate fanno affari con ristrette oligarchie locali, a danno di tutta la popolazione che continua a vivere nella più totale indigenza.
In definitiva occorre assunzione di Responsabilità, non è detto che questi problemi si possano risolvere dall’oggi al domani, però se continuiamo ad essere insensibili, Mai ci potrà essere l’inizio di un processo per la salvaguardia della vita umana per chiunque nel Mondo si trovi a lottare per la sopravvivenza.
i morti di lampedusa

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