Enzo Iannacci


iannacci
Un’uomo, uno stimato professionista, un grande artista, padre e cittadino esemplare, questo è stato Enzo Iannacci, un’Italiano vero!
La società civile, tutti coloro che ne fanno parte, ma che hanno un’alta considerazione della dignità individuale e collettiva e dell’onore proprio e del popolo di cui fanno parte, conservando nell’animo principi e propositi giusti, evidenziandoli in un comportamento altrettanto corretto e rispettoso degli altri, lo rimpiangono.
Ripercorrere le tappe della sua vita sarebbe superfluo e banale, evidenziare invece, in un momento come quello che stiamo vivendo, il suo animo nobile, il suo senso civico, la passione per la musica e nello stesso tempo l’impegno nella professione medica, oltre ad un’agire sempre nei canoni della moderazione e correttezza, potrebbe essere, anche ora che se n’è andato, un’esempio per tanti di noi.
La maggior parte degli italiani si sforzano spesso a raggiungere, nella vita, obiettivi ragionevolmente solo utili, come il denaro, il successo, il lusso etc., e non valori che incidano a formare lo spirito, quale l’arte, la solidarietà, l’attenzione nei confronti dei bisognosi, cioè una sensibilità, con la quale ci si possa sentire parte integrante di una società aperta, senza vincoli, nella quale ci potremmo integrare senza personalismi ed egoismi, con uguale dignità e non con la supponenza che il denaro e il successo costituiscano elementi per essere spesso al di sopra di tutti gli altri, in una situazione di preminenza e privilegio.
Penso che se ognuno di noi desse qualcosa di se stesso agli altri e da loro prendesse qualcosa come l’esperienza, l’insegnamento, elementi questi che anche i più diseredati ci possono dare, noi stessi ci sentiremmo di sicuro arricchiti.
Tutto ciò era il credo di Enzo, “…e portava scarpe e tennis”, “vengo anch’io…no tu no”, Enzo descrive personaggi che nella Milano ricca, evoluta, industriale, difficilmente trovavano una collocazione, l’attenzione, in forma artistica, di Enzo era rivolta a loro.
Grazie Enzo per quello che ci hai insegnato e per l’eredità morale che ci hai donato!

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